Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un vero e proprio polverone di polemiche intorno al più noto social network.
Ciò era stato innescato dalla decisione di Facebook di modificare le proprie condizioni d’uso senza darne comunicazione agli iscritti.
Sintetizzando, molti avevano avuto l’impressione che Facebook si fosse arrogato il diritto di utilizzare tutti i materiali digitali inseriti via via dagli utenti, e che anche un’ eventuale rinuncia all’iscrizione da parte di uno o più di questi, non gli avrebbe impedito di lasciare sui propri server copie di tutto questo materiale così privato.
Insomma, una vera e propria violazione della privacy, almeno secondo le leggi italiane. E, sull’altro fronte, una vera e propria manna di dati ed informazioni, da utilizzare con chissà quali scopi!

Per farla breve, il malumore del popolo della rete aveva incominciato a covare silenziosamente sotto la cenere, fino ad esplodere violentemente con aspri dibattiti su blog e forum. A niente erano serviti oltretutto i chiarimenti apportati da Mark Zuckerberg in persona.
Oramai, il libro delle facce, ci aveva rimesso la sua, di faccia!
E’ da qui, forse, che è nata la decisione di fare dietrofront.
Un buon condottiero sa quando è il momento di battere in ritirata. E così, nella giornata di ieri, si è consumata questa resa apparente, annunciata sul blog ufficiale di Facebook, che sinteticamente riportava: “Over the past few days, we have received a lot of feedback about the new terms we posted two weeks ago. Because of this response, we have decided to return to our previous Terms of Use while we resolve the issues that people have raised.”
In altre parole, viste le polemiche scatenatesi, ci scusiamo, e torniamo a come eravamo prima.
Un gesto sicuramente apprezzabile, questo. Ma più che altro, una ritirata strategica in attesa forse di ulteriori mosse più furbe. Chi può dirlo. Non è questo il luogo ed il momento di affrontare argomenti da dietrologia!
Di certo c’è solo che le nubi della polemica hanno incominciato a svanire, ed è tornato a splendere il sole sull’immagine di Facebook, che già mostrava crepe a seguito di queste vicende.
Dopo la tempesta, è arrivata quindi la quiete, come direbbe il Leopardi.
Ma di vera quiete si tratta, o solo di una vacillante tregua, prima di un eventuale nuovo scontro frontale?
Ai posteri l’ardua sentenza!
