E’ sempre stato il sogno delle madri. Sapere cosa un figlio vuole o desidera in quel momento, cercando di decodificare quella particolare espressione del volto, quel particolare gesto delle mani, soprattutto se il bimbo è molto piccolo, o affetto da qualche patologia che gli renda difficoltosa la comunicazione.
La tecnologia fa passi da gigante, è evidente; ogni giorno nuove scoperte e nuove invenzioni. Immaginare però di poter leggere i pensieri di un altra persona è qualcosa che, fino a poco tempo fa, ritenevamo da fantascienza.
In realtà è già presente.

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Cerchiamo però di ristabilire un po’ di ordine dopo questa introduzione trionfante, perchè è bene precisare che questo che vi raccontiamo oggi rappresenta solamente un piccolo passo in avanti. Anche se sappiamo che tutta la storia dell’ uomo tecnologico, si è evoluta e progredita per piccoli passi, con tasselli che giorno dopo giorno si aggiungevano a quelli precedenti.
In Canada, è stata messa a punto una macchina, capace di rilevare quello che una persona pensa, o meglio, quello che una persona preferisce quando ha la possibilità di effettuare una scelta.
Come hanno spiegato i ricercatori del Bloorview Kids Rehab, un grande centro ospedaliero per la riabilitazione pediatrica, si tratta di un passo importante nel cercare di capire quello che effettivamente desiderano bambini che, proprio a causa delle loro problematiche fisiche, non sono in grado di comunicarlo perfettamente.
In sintesi, vediamo ora come funzione tale macchina. Innanzitutto si tratta di uno scanner ad infrarossi, una specie di casco. Questo oggetto, nel periodo di prova, è stato indossato da persone scelte per effettuare il test.
Siccome l’attività cerebrale provoca un aumento di ossigeno nel sangue, e visto che questo innesca un meccanismo di aumento dell’assorbimento della luce, mediante questo scanner possiamo rilevare tale quantità e ricavarne dati interessanti.
Infatti, molte persone, di fronte ad una scelta tra oggetti più o meno di loro gradimento (alle “cavie” di questo esperimento erano stati fatti vedere due tipi di bibibte) tendono ad avere un aumento dell’attività cerebrale, e pertanto di ossigeno nel sangue, di fronte alle cose sgradevoli, e questo ha reso possibile arrivare a tali risultati. Risultati che, è bene ricordarlo, sono incoraggianti, visto che nell’80% dei casi sono risultati veritieri.
Chissa cosa ci riserverà il futuro, riguardo a questa strada appena imboccata.
Perchè, anche se la mente umana esegue dei ragionamenti molto più complessi che non il semplice scegliere tra due proposte, dobbiamo sottolineare con forza come questa invenzione sia effettivamente una novità in tale campo, suscettibile sicuramente di nuove scoperte e nuovi miglioramenti.
